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LE AREE CRITICHE E LE QUATTRO TIPOLOGIE DEI CLIENTI


Privato, dipendente, lavoratore autonomo

Ha una fonte di reddito che dipende prevalentemente dal suo lavoro, presente o passato, o da quello di familiari. Opera, sul lavoro, entro un sistema altrui, come dipendente, oppure come fornitore per sistemi altrui con un ruolo commerciale prevalente. Sono inclusi coloro che dipendono dalla clientela operando in un mercato consumer o che hanno responsabilità e competenze non regolamentate (es. commercianti, artigiani o partite IVA non inserite in ordini o collegi professionali). Sono anche incluse associazioni, onlus, altri enti che non corrispondano alle altre tipologie elencate in questa pagina.

Il suo sviluppo economico dipende fortemente da capacità direzionali, dall'acquisizione di opportune competenze tramite coaching, mediamente da una buona organizzazione in funzione di obiettivi e risorse (project management), quindi da una buona strategia economico-finanziaria (che non può avere successo senza gli altri elementi). Non è influenzato dai sistemi di gestione se non in quanto attivo in quelli altrui.

Deve avere come primo obiettivo il passaggio ad una mentalità “professionistica”, anche se formalmente intende operare in sistemi di altri.

CMP ha Clienti che appartengono a questa categoria solo nel caso che sia individuabile un percorso di sviluppo con obiettivi imprenditoriali o di investimento, oppure in modalità Life Coaching.


Libero professionista

Ha una fonte di reddito che consiste prevalentemente nel suo lavoro, che possiede in modo indipendente. Opera intervenendo nei sistemi altrui come specialista, su basi fiduciarie e fuori da logiche consumer (non prevalenza del fattore prezzo, importanza critica della qualità della prestazione). Per definizione non dipende dalla clientela e le mansioni commerciali non sono prevalenti (storicamente la sua denominazione risale alla presunta libertà di lavorare indipendentemente dal compenso).

Ha una professione definita come intellettuale e regolamentata e obbedisce a particolari regole deontologiche. P.es. in Italia ed altri Paesi di quadro normativo simile, appartiene ad un Ordine e Collegio professionale; nelle tradizioni anglosassoni non trova un pieno corrispettivo: in tali ambiti si parla piuttosto di professionals come specialisti self-employed. Questi possono essere anche non laureati, corrispondenti alla nostra categoria degli autonomi, con eventuali appartenenze a determinate associazioni, oppure laureati tuttavia spesso agenti, a pieno titolo come dipendenti, in Studi (firm) che in realtà si configurano come società.

Il Libero Professionista, normalmente, è una figura one-man-company, e se ha dei collaboratori delega loro margini di autonomia piuttosto ridotti, in quanto ha la responsabilità diretta e fiduciaria per la prestazione fornita. Sono inclusi anche i professionisti, se si applicano tutti i fattori di cui sopra, la cui struttura è definita formalmente come associazione o come società.

Il suo sviluppo economico dipende fortemente da capacità direzionali e relazionali, dall'acquisizione di opportune competenze tramite coaching, da una buona organizzazione in funzione di obiettivi e risorse (project management). In seconda battuta ha necessità di introdurre forme efficaci, per quanto personalizzate, di sistemi di gestione. Infine deve revisionare una buona strategia economico-finanziaria (che non può avere successo senza gli altri elementi).

Ha come primo obiettivo il passaggio ad una mentalità “sistemica e societaria”, anche mantenendo l'attuale identità formale. Utilizza la consulenza e l'outsourcing di CMP per se stesso e per la crescita professionale dei suoi collaboratori, ai fini della massima efficienza, efficacia ed economicità (Metodo 3E *) della sua organizzazione. In tal senso uno Studio Professionale di opportune dimensioni e riorganizzato rientra nella tipologia dei Clienti Corporate di CMP, per quanto gli interventi di CMP presso Studi Professionali tengano sempre conto delle differenze nell'ethos del Cliente e non venga mai proposta la facile mitologia dell'aziendalizzazione.


Imprenditore

Ha una fonte di reddito che consiste prevalentemente nel dirigere un'entità in forma societaria, di cui è proprietario. Possiede dunque, di fatto, un sistema in cui altri lavorano dal punto di vista esecutivo. Le capacità di leadership, organizzative e di delega sono fondamentali. Non deve essere una figura one-man-company, ma organizzare i collaboratori con margini di autonomia ampi, tuttavia entro una struttura ben definita, evitando ambiguità e sovrapposizioni di ruoli, puntando alla conservazione ed allo sviluppo dei fondamentali di gestione.

Sono incluse nella tipologia di Impresa associazioni, onlus, no-profit e altri enti che sono sufficientemente strutturati. Per analogia dimensionale sono anche inclusi gli enti pubblici e loro divisioni interne o territoriali per quanto gli interventi di CMP presso enti pubblici tengano sempre conto delle differenze nell'ethos del Cliente e non venga mai proposta la facile mitologia dell'aziendalismo. In tal senso la figura del Cliente Imprenditore va adattata al suo contesto reale, ma conserva gli obiettivi base di efficienza, efficacia ed economicità (Metodo 3E *).

Lo sviluppo economico del Cliente Imprenditore dipende fortemente da capacità direzionali e relazionali, dall'acquisizione di opportune competenze tramite coaching, da una buona organizzazione in funzione di obiettivi e risorse (project management), dal controllo dei sistemi di gestione. Per quanto sembri ovvio che l'impresa abbia prevalentemente obiettivi di redditività economica, è opportuno che una buona strategia economico-finanziaria, che non può avere successo senza gli altri elementi, sia attivata solo in dipendenza e sinergia con tali aspetti.

Ha come primo obiettivo il passaggio ad una mentalità “strategica” e di investimento, evitando la micro-gestione e l'operatività diretta. In condizioni di maturità va supportato per il conseguimento di risultati imprenditoriali via via più significativi. L'imprenditore utilizza la consulenza e l'outsourcing di CMP per se stesso, per la crescita professionale dei suoi collaboratori, per la massima efficienza, efficacia ed economicità della sua azienda e per lo sviluppo dell'impresa secondo politiche e strategie definite in modo strutturato.

CMP si riferisce alle aziende come Clienti Corporate e, come propria politica e nell'interesse del Cliente, ha sempre come interfaccia e riferimento diretto e immediato solo la Direzione, tanto più quando assume in outsourcing la responsabilità di aree o di progetti interni ai processi aziendali. Ciò comporta una opportuna revisione degli organigrammi al momento dell'incarico.


Investitore

Ha redditi che consistono prevalentemente in entrate da assets. Possiede il controllo, parziale o totale, di vari sistemi, senza alcun impegno dal punto di vista esecutivo, ma “facendo lavorare il denaro” attraverso la catena del valore in imprese e/o entità e beni o strumenti che generano flusso di cassa positivo su base periodica e continuativa. Le capacità di leadership, organizzative e di controllo sono fondamentali, poiché utilizza specialisti competenti e strutture societarie efficienti e solide.

Il suo sviluppo economico dipende fortemente da capacità direzionali e relazionali, dall'affinamento di opportune competenze tramite coaching, da una buona organizzazione in funzione di obiettivi e risorse (project management), dal controllo dei sistemi di gestione, ovviamente da una buona strategia economico-finanziaria in dipendenza e sinergia con gli altri aspetti.

Ha come obiettivo il perfezionamento di una mentalità strategica che gli permetta la libertà economica, ovvero l'ottenimento di uno stato finanziario di completa indipendenza a parità di livello/qualità di vita considerato accettabile. Normalmente le tre precedenti categorie “si occupano” di investimenti, ma di rado operano effettivamente nelle modalità dell'Investitore come qui definito. Questi utilizza la consulenza e l'outsourcing di CMP per se stesso e i propri obiettivi di investimento, per la massima efficienza, efficacia ed economicità (Metodo 3E *) dei sistemi da cui questi obiettivi dipendono e per la competenza e affidabilità delle persone coinvolte nei suoi progetti di investimento.

(*) Metodo 3E © Ing. Ugo Micoli 2012







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